Prima che Hayao Miyazaki diventasse sinonimo di Studio Ghibli, fu chiamato a intervenire su un anime in difficoltà: Lupin III. Nel 1971 la prima serie del ladro di Monkey Punch debuttò in Giappone con un’identità adulta e un tono più cupo di quanto molti ricordino. Gli ascolti iniziali non convinsero e la regia cambiò in corsa. A raccontare la sostituzione non sono soltanto le ricostruzioni dei fan: la storia è ripercorsa dal sito del Museo Ghibli e i crediti originali sono consultabili nell’archivio del produttore TMS Entertainment.
La particolarità è che i due nuovi responsabili erano Isao Takahata e Hayao Miyazaki, ancora lontani dalla fondazione dello Studio Ghibli. Questo passaggio aiuta a capire perché la prima serie di Lupin alterni modi di raccontare e atmosfere che sembrano appartenere a progetti diversi.
Il fatto: una serie per adulti che non conquistava il pubblico previsto
Il primo Lupin III televisivo debuttò il 24 ottobre 1971 e si concluse il 26 marzo 1972, dopo 23 episodi. TMS Entertainment, nella scheda ufficiale della prima serie, riporta il periodo di trasmissione e i diversi responsabili della regia. Il progetto nasceva dal manga di Monkey Punch, con il desiderio di proporre un protagonista meno convenzionale e un’atmosfera più vicina al racconto poliziesco per adulti.
Ma i risultati iniziali non erano quelli sperati. Il Museo Ghibli ricorda espressamente i bassi ascolti e un cambiamento di regista avvenuto durante la serie. È un dettaglio significativo: il programma non fu semplicemente cancellato per poi essere riscoperto, bensì corretto mentre era ancora in produzione e in onda.
Il retroscena: il regista originale lasciò il posto al gruppo A Production
Il primo responsabile creativo fu Masaaki Ōsumi. Nei crediti della scheda TMS compare per gli episodi iniziali e per il nono; per gli episodi dal 16 al 23 è invece indicato il gruppo di regia A Production, con Miyazaki e Takahata. Questa documentazione è più precisa della formula spesso ripetuta secondo cui Miyazaki avrebbe diretto l’intera serie del 1971: non è così.
Il sito del Museo Ghibli attribuisce l’arrivo di Takahata e Miyazaki a una scelta sostenuta con forza dall’animatore Yasuo Ōtsuka, già coinvolto nella lavorazione. Nei titoli di coda dell’epoca i due non apparivano sempre come i nomi oggi famosi: veniva usata la firma collettiva di A Production. Il loro contributo, per questo, non è immediatamente riconoscibile guardando soltanto i titoli sullo schermo.
La svolta: lo stesso ladro, ma un altro equilibrio narrativo
Il passaggio di responsabilità segnò un cambiamento d’impostazione. La serie cominciò a spostarsi verso un’avventura più dinamica, a tratti ironica e meno legata alle provocazioni dell’esordio. Sarebbe scorretto attribuire ogni episodio a un unico autore o ridurre l’intera trasformazione a una decisione istantanea: l’animazione televisiva procede per lavorazioni sovrapposte, e il materiale già prodotto può convivere con nuove scelte.
L’archivio TMS permette però di collocare con certezza i nomi e la successione delle responsabilità. Il Museo Ghibli aggiunge la spiegazione del contesto produttivo: risultati poco soddisfacenti e necessità di dare un’altra direzione alla serie. Letti insieme, i due documenti mostrano che il Lupin di quegli anni si formò anche attraverso una crisi concreta.
La conseguenza: un tassello decisivo prima dello Studio Ghibli
Lupin III del 1971 è oggi uno dei luoghi nei quali ritrovare il lavoro televisivo di Miyazaki e Takahata prima dei lungometraggi che li resero celebri. Il cambio di regia non trasformò all’istante Lupin nel personaggio dei film successivi; mostrò però quanto fosse elastico un protagonista capace di sostenere storie noir, azione e commedia.
Per chi conosce soprattutto Lupin III – Il castello di Cagliostro, questo antecedente è utile. Il film diretto da Miyazaki sarebbe arrivato nel 1979; la sua relazione con Lupin era iniziata diversi anni prima, durante una serie dal percorso produttivo accidentato. Sul nostro sito puoi ritrovare l’ordine di visione delle serie e dei film di Lupin III e l’approfondimento dedicato a Il castello di Cagliostro.
Perché conta oggi, anche per il pubblico italiano
In Italia Lupin III è stato tramandato attraverso molte serie, repliche e sigle. Proprio questa familiarità rischia di nascondere il dettaglio interessante: il Lupin della giacca verde non è un oggetto creativo uniforme. La sua prima stagione contiene un passaggio di testimone documentato che aiuta a leggere le differenze di tono tra gli episodi.
Chi vuole recuperare la storia televisiva del personaggio può proseguire con il nostro articolo sul cambio d’abito di Lupin. Questa Story non intende raccontare che Miyazaki e Takahata abbiano creato il ladro né che siano stati gli unici registi della serie: racconta un cambio produttivo confermato e la sua importanza nella storia dell’animazione giapponese.
Fatti e limiti: sono documentati il debutto nel 1971, i 23 episodi, le responsabilità nei crediti e il subentro di Miyazaki e Takahata dopo i problemi di ascolto. Le interpretazioni sulle singole scelte stilistiche richiedono prudenza: non si può assegnare automaticamente ogni differenza visiva a una sola persona senza documentazione episodio per episodio.



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