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Il castello errante di Howl: il film che Hosoda non riuscì a finire

Il progetto di Mamoru Hosoda si fermò prima che Miyazaki dirigesse Howl.

Howl
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Il castello errante di Howl avrebbe potuto essere un film di Mamoru Hosoda, non di Hayao Miyazaki. Prima del lungometraggio arrivato nei cinema nel 2004, lo Studio Ghibli aveva affidato l’adattamento del romanzo di Diana Wynne Jones al futuro regista di La ragazza che saltava nel tempo e Wolf Children. Quel progetto si interruppe: Hosoda lasciò la produzione, mentre Miyazaki portò sullo schermo una versione diversa del castello.

Quando Ghibli cercava un regista diverso da Miyazaki

All’inizio degli anni Duemila, Ghibli voleva far crescere una nuova generazione di autori. Il produttore Toshio Suzuki propose a Mamoru Hosoda di dirigere l’adattamento di Il castello errante di Howl. Hosoda veniva dall’animazione televisiva e dal cinema legato a Digimon: per lui era l’occasione di misurarsi con un grande lungometraggio in uno studio prestigioso.

Il fatto non arriva da una voce del fandom. In un’intervista concessa al British Film Institute, Hosoda ha ricordato direttamente che fu Suzuki a coinvolgerlo nella produzione. Era entusiasta della possibilità di realizzare finalmente un film di quella portata.

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Il progetto si fermò e Hosoda dovette lasciare Ghibli

Il racconto cambia tono quando il regista parla di ciò che accadde dopo. Nella stessa intervista Hosoda descrive la lavorazione come un’esperienza difficile e spiega che aveva dato per scontato un principio poi smentito: cominciare un film non significa necessariamente riuscire a terminarlo.

Il progetto iniziale venne interrotto e Hosoda ne uscì. Non esiste, nelle dichiarazioni citate, una spiegazione univoca che autorizzi ad attribuire la rottura a un singolo litigio o a una specifica scena rifiutata. È più corretto distinguere il dato documentato — un film avviato sotto la sua regia e non completato — dalle ricostruzioni sulle ragioni dettagliate del fallimento.

In una successiva intervista pubblicata da Shueisha, Hosoda ha descritto il progetto di Howl come uno degli insuccessi più dolorosi della propria carriera. Ha ricordato anche la difficoltà di aver coinvolto collaboratori in una produzione poi arrestata. È una testimonianza diretta del regista, non la prova che fosse già stato ultimato un film alternativo.

La svolta: Miyazaki realizzò il film del 2004

Dopo lo stop alla versione di Hosoda, la regia passò a Hayao Miyazaki. La scheda ufficiale dello Studio Ghibli accredita Miyazaki sia alla sceneggiatura sia alla regia e fissa l’uscita giapponese al 20 novembre 2004. Il film che conosciamo, con Sophie, Calcifer e il castello ambulante, appartiene dunque a questa seconda fase produttiva.

Non è possibile confrontare scena per scena il film di Miyazaki con un ipotetico montaggio completo di Hosoda: quel lungometraggio alternativo non è stato distribuito. Chiamarlo «versione perduta» può essere suggestivo, ma rischia di far pensare a un film finito e nascosto. La differenza verificabile sta nella regia mancata e nella successiva ripartenza del progetto.

Perché questo insuccesso conta nella storia degli anime

Il retroscena è significativo perché i due registi sono diventati due voci riconoscibili dell’animazione giapponese. Miyazaki ha firmato uno dei titoli più popolari del catalogo Ghibli, mentre Hosoda ha costruito successivamente una carriera autonoma, con opere che affrontano famiglia, crescita e trasformazione da una prospettiva personale.

Per Hosoda il mancato Howl non fu una semplice nota a margine: nell’intervista al BFI emerge la consapevolezza che una produzione può interrompersi anche quando un regista ha investito anni di lavoro e grandi aspettative. Il fallimento non cancellò la sua carriera; ne costituisce uno snodo importante.

Rivedere Howl sapendo cosa accadde dietro le quinte

Quando oggi si guarda il film, si tende a identificarlo immediatamente con l’immaginario di Miyazaki. La storia produttiva mostra invece che la strada verso il risultato finale non era già scritta. All’origine c’era un altro regista, un progetto che non arrivò alla conclusione e una scelta di ripartenza.

Chi vuole approfondire il lungometraggio può leggere anche l’approfondimento Otakult dedicato a Il castello errante di Howl e la nostra analisi del film nella serie Ghibli. Per conoscere un’altra strada seguita da Hosoda fuori dallo studio, c’è inoltre l’articolo su Wolf Children.

Il vero «Howl mai visto» non è un film segreto da recuperare, ma una possibilità creativa interrotta. È questo a rendere il cambio di regia un retroscena che modifica il modo di guardare un classico.

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