Prima del Doraemon conosciuto in Italia esisteva un’altra serie animata, trasmessa soltanto per pochi mesi nel 1973. Non era una semplice versione di prova: aveva un cast di doppiatori diverso, una propria produzione e decine di segmenti televisivi. Poi lo studio attraversò una crisi, la serie sparì dalle programmazioni e una parte dei materiali divenne introvabile.
La storia è interessante proprio perché rovescia ciò che molti spettatori credono di sapere: il robot gatto non debuttò in televisione con la lunga serie del 1979. Quel successo arrivò dopo un primo adattamento oggi ricordato soprattutto da appassionati e ricercatori di audiovisivi perduti.
Il primo Doraemon arrivò in TV nel 1973
L’adattamento prodotto da Nippon TeleMovie Productions debuttò su Nippon Television il 1° aprile 1973 e terminò il 30 settembre. Le 26 trasmissioni comprendevano due segmenti ciascuna, per un totale di 52 storie brevi. È importante distinguere i 26 appuntamenti televisivi dai 52 segmenti: le due cifre descrivono la stessa serie, non due produzioni differenti.
Anche la voce del protagonista era diversa da quella associata al Doraemon più famoso: tra gli interpreti del 1973 figuravano Kōsei Tomita e Masako Nozawa. Per il pubblico italiano, abituato soprattutto alle incarnazioni successive, è una differenza che rende immediatamente riconoscibile l’esistenza di un altro Doraemon.
La svolta: la produzione finì e le copie si dispersero
Il primo anime non si trasformò nella lunga serie che conosciamo. Le ricostruzioni storiche collegano la sua fine ai problemi della casa di produzione e alla successiva dispersione dei materiali, molti dei quali non entrarono in un archivio accessibile al pubblico. Alcune testimonianze raccontano vendite di pellicole e distruzioni di materiali, ma i dettagli non sono documentati in modo uniforme: non è corretto sostenere che ogni episodio sia stato distrutto in un unico incendio.
Una parte dei segmenti è stata identificata o recuperata negli anni successivi, anche grazie a collezionisti e persone coinvolte nella produzione. Altri restano difficili da rintracciare. Per questo l’anime del 1973 è un caso di opera parzialmente perduta, non di serie completamente cancellata dalla storia.
Perché il Doraemon del 1979 oscurò il precedente
Nel 1979 partì su TV Asahi un nuovo adattamento prodotto da Shin-Ei Animation. Fu questa incarnazione a consolidare il personaggio sul piccolo schermo e a diventare il riferimento per generazioni di spettatori. A confronto, la versione del 1973 rimase un capitolo marginale, complice la diffusione limitata del materiale e l’assenza di una normale distribuzione domestica.
Il contrasto è la conseguenza più sorprendente della vicenda: un franchise può diventare un simbolo dell’animazione mondiale mentre il suo primo esperimento televisivo resta quasi invisibile. Non è necessario inventare un complotto o un divieto assoluto per spiegare la situazione: bastano la storia dei diritti, le condizioni degli archivi e la fortuna molto diversa dei due adattamenti.
Che cosa resta oggi della serie perduta
Le ricostruzioni disponibili documentano la sopravvivenza di parte delle registrazioni e di frammenti legati al progetto, ma il numero esatto dei segmenti accessibili può variare a seconda di cosa si conti come completo e utilizzabile. Il dato più solido è che non esiste una normale edizione integrale della serie originale paragonabile a quelle delle produzioni successive.
La cronologia del primo adattamento è ricostruibile attraverso le informazioni storiche sulla serie del 1973; le testimonianze dei collezionisti sono utili per individuare il materiale sopravvissuto, ma vanno tenute distinte dalle comunicazioni dei detentori dei diritti.
Per approfondire come il personaggio è stato raccontato nel nostro archivio, puoi leggere anche l’approfondimento dedicato a Doraemon e seguire le novità dei suoi special televisivi.
Questa Story conta ancora perché ricorda una verità spesso dimenticata: conservare un anime non è automatico. Senza copie, archivi e ricostruzioni attente, persino la prima versione televisiva di un personaggio famosissimo può diventare difficile da vedere.




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