Hai già visto il settimo episodio di DanDaDan, anime tratto dall’omonimo manga di Yukinobu Tatsu? Se la risposta è ‘no‘ e sei una persona che si spoilera le serie solo accidentalmente cercando su Google il proprio personaggio preferito, allora torna subito indietro! Se hai sentito parlare di DanDaDan e ne sei incuriosito, potrai trovarlo sia su Netflix che su Crunchyroll! Una volta guardato l’episodio 7, questa recensione non rappresenterà più una minaccia per te, a meno che, chiaramente, tu non sia un amante degli spoiler.
Un mondo più benevolo – la trama
Nel sesto episodio di DanDaDan, grazie a un’astuta mossa, Momo, Okarun e un’Aira priva di sensi riescono ad uscire dal corpo dell’Acrobata dai capelli setosi. Nell’episodio 7, comincia così la corsa per sfuggire allo yōkai che, in preda alla rabbia, cerca di attaccare i ragazzi, inseguendoli all’interno del capannone dove Aira aveva attirato Momo con lo scopo di esorcizzarla. Okarun, tenendo Aira tra le braccia, riesce, sfruttando il potere di Turbo Nonna, a correre con agilità a zig zag tra gli ostacoli del magazzino, bloccando l’acrobata che, per acchiapparlo, finisce per ritrovarsi con i lunghi capelli impigliati ai pilastri della struttura. Per potersi liberare se li strappa e cerca di attaccare Momo poco prima di essere messa al tappeto da Okarun.

Turbo Nonna, approfittando della vittoria dei ragazzi, trova la palla di Okarun nelle tasche di Aira, ma si rende subito conto che, purtroppo, la ragazza non ce l’ha fatta. È a quel punto che l’Acrobata dai capelli setosi si risveglia e decide di donare la sua aura ad Aira, chiedendo a Momo di usare le sue abilità psichiche per collegarla a quella della ragazza e permetterle di ricaricarla. Quando Momo procede a unire le due aure tramite i suoi poteri, ha però modo di vedere il tragico passato dell’Acrobata dai capelli setosi, dalle difficoltà vissute per amore di sua figlia, sino alla sua morte violenta.
Un triste flash back
Guardando Un mondo più benevolo, si ha l’opportunità di dare per la prima volta uno sguardo all’origine di uno yōkai, osservando i ricordi del suo ultimo periodo di vita sino alla sua morte. L’Acrobata dai capelli setosi ha molto di più da mostrare allo spettatore delle sue agili acrobazie e dei suoi lunghi capelli, che riesce a muovere e controllare come fossero arti. La sua origine è infatti legata a un triste passato che la vede trovare dei momenti di gioia solo quando in compagnia della sua unica figlia, per il cui bene, e per il desiderio di vedere felice, è disposta a tutto, come lavorare per lunghe ore e prostituirsi. Purtroppo, però, sarà proprio uno stile di vita forzato e portato tristemente avanti per necessità a spingere verso la morte la donna che un tempo era l’Acrobata. Degli uomini fanno infatti irruzione in casa sua, l’attaccano e rapiscono sua figlia. Risvegliatasi dopo aver perso i sensi, si alza, nonostante i colpi subiti, per inseguirli, ma è ormai troppo tardi. Esausta e dolorante muore per strada, trasformandosi in uno spirito senza memorie, ma consapevole di aver perso qualcosa di molto importante.

Le cose cambiano quando lo yōkai viene scambiato da un’Aira ancora piccola per la madre che ha perso di recente. Il sentirsi chiamare ‘mamma‘ porta lo spirito della giovane donna a ricordarsi di avere avuto una bambina e a credere che sua figlia sia proprio quella che ha davanti. Quel termine così piacevole da udire e i sentimenti che suscita in lei segnano la sua trasformazione nell’Acrobata dai capelli setosi, uno spirito il cui unico desiderio è quello di ricongiungersi alla figlia che ha perso. Convinta di averla finalmente trovata, desidera infatti che Aira si riferisca a lei come madre e prova una forte rabbia nel vedere la ragazza rifiutarsi. Allo stesso tempo però, in quello che sembra essere un momento di lucidità, vedere Aira stesa a terra senza vita la spinge a fare un altro grande sacrificio in nome dell’amore materno e di utilizzare la sua aura come una batteria per ricaricare quella della ragazza. Aira, dopo essere stata resuscitata, non può che correre tra le braccia dello spirito che sta per sgretolarsi davanti ai suoi occhi e abbracciare ciò che ne rimane, esaudendone il desiderio e permettendole di scomparire felice con la promessa di non dimenticarla mai.
Con il settimo episodio di DanDaDan, proprio come con il quarto, vediamo ancora una volta l’eccitazione che crea l’assistere a una battaglia fatta di immagini dinamiche, battute ad effetto e colori vibranti sciogliersi lentamente e trasformarsi in malinconia di fronte alle scene che riempiono il triste flash back dell’Acrobata dai capelli setosi. Il commovente e spontaneo abbraccio finale riesce però a dare sollievo allo spettatore, strappando un’ultima lacrima a chi, più sensibile agli stimoli emotivi, non ha potuto fare a meno di piangere.