Il 16 dicembre 1997 un episodio di Pokémon andò in onda una sola volta in Giappone e cambiò per mesi il destino dell’anime. Era l’episodio 38, Dennō Senshi Porygon: una sequenza di lampi rossi e blu provocò malori in numerosi spettatori, soprattutto bambini. La serie fu sospesa per circa quattro mesi e quella puntata non venne più ritrasmessa.
È una delle storie più note legate a Pokémon, ma il dettaglio più interessante è ciò che accadde dopo: non fu soltanto “un episodio censurato”. L’incidente portò a indagini mediche, modifiche nelle tecniche televisive e a un lungo stop per una serie che in quel momento era già un fenomeno nazionale.
Cosa successe durante l’episodio di Porygon
Dennō Senshi Porygon fu trasmesso da TV Tokyo la sera del 16 dicembre 1997. La storia portava Ash, Misty e Brock dentro un sistema informatico, con Porygon al centro della puntata. Durante una scena d’azione, una forte alternanza di colori rosso e blu riempì rapidamente lo schermo.
Poco dopo la trasmissione, centinaia di spettatori accusarono sintomi come convulsioni, perdita di coscienza, nausea e disturbi visivi. Il caso divenne immediatamente un problema sanitario nazionale. Il Ministero della Salute giapponese organizzò un gruppo di ricerca specifico per studiare gli episodi di fotosensibilità e capire quali caratteristiche dell’immagine avessero innescato i disturbi.
La svolta: Pokémon sparì dalla TV per mesi
La conseguenza fu immediata. La programmazione dell’anime venne interrotta e Pokémon rimase lontano dalla televisione giapponese per circa quattro mesi. La serie tornò soltanto nell’aprile 1998, dopo revisioni delle tecniche visive e nuove precauzioni per ridurre il rischio provocato da lampeggiamenti troppo intensi.
Il caso ebbe un impatto che andò oltre Pokémon. Da allora nelle produzioni televisive giapponesi divennero molto più comuni avvertenze che invitavano a guardare la TV in una stanza illuminata e a non stare troppo vicino allo schermo. Anche l’uso di rapide alternanze luminose venne trattato con maggiore cautela.
Perché Porygon pagò più di Pikachu
C’è poi un paradosso che ha alimentato la memoria dell’episodio: la sequenza problematica avveniva durante un attacco di Pikachu contro alcuni missili, ma il Pokémon rimasto legato per sempre allo scandalo fu Porygon, perché era il protagonista della puntata.
Dopo quell’episodio Porygon non ebbe più un ruolo centrale nella serie televisiva. Anche le sue evoluzioni, Porygon2 e Porygon-Z, sono rimaste quasi completamente assenti dall’anime principale. Non esiste una dichiarazione ufficiale che definisca questa scelta una “punizione”, ma il collegamento storico tra il personaggio e l’incidente è diventato inevitabile.
L’episodio non arrivò mai in Italia
Dennō Senshi Porygon non venne più trasmesso dopo la prima messa in onda giapponese e non entrò nella normale distribuzione internazionale. Per questo il pubblico italiano conobbe la prima serie Pokémon senza vedere quella puntata, mentre altri episodi previsti subito dopo subirono spostamenti di programmazione.
Un vecchio approfondimento del nostro archivio dedicato a un episodio natalizio di Pokémon ricorda proprio come lo stop del 1997 modificò l’ordine di trasmissione delle puntate successive.
Perché questa storia conta ancora oggi
Pokémon è cambiato enormemente dal 1997. Oggi la serie principale ha nuovi protagonisti e una nuova struttura, come spieghiamo nella nostra guida all’ordine di visione di Pokémon Horizons. Eppure l’episodio di Porygon resta uno dei casi più importanti per capire come l’animazione televisiva abbia dovuto confrontarsi con i rischi reali delle tecniche visive.
La sua eredità non è quindi soltanto la fama di una “puntata proibita”. È la storia di un incidente che fermò uno dei franchise più grandi del mondo nel momento della sua esplosione, costrinse broadcaster e medici a interrogarsi sugli effetti delle immagini e lasciò Porygon legato per sempre a un episodio che il pubblico non avrebbe più rivisto.





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