V/BE Rai Kids arriverà da gennaio 2027 come nuovo brand Rai pensato per i ragazzi dai 10 ai 14 anni. Il progetto nasce dentro Rai Kids, la direzione dedicata a bambini, ragazzi e adolescenti, e punta su una distribuzione tra social, YouTube, RaiPlay e canale lineare.
Per chi segue anime e animazione in Italia, la notizia conta perché la Rai parla di un sistema editoriale digital-first, quindi costruito prima sui luoghi dove il pubblico giovane consuma video e solo dopo sulla televisione tradizionale.
Cos’è V/BE Rai Kids e perché riguarda anche gli anime

V/BE Rai Kids è un brand multipiattaforma Rai rivolto alla fascia 10-14 anni. Non sostituisce Rai Gulp in modo diretto, ma organizza contenuti originali, lanci social, video su YouTube e passaggi su RaiPlay dentro una strategia unica per il pubblico preadolescente.
La scheda ufficiale dell’Ufficio Stampa Rai su V/BE indica un target preciso, contenuti originali e una forte presenza digitale. È un cambio di metodo più che un cambio di logo.
Il collegamento con gli anime nasce dal modo in cui molte serie animate vivono già fuori dalla sola messa in onda. Trailer, clip, doppiaggio, contenuti extra e approfondimenti possono accompagnare una serie su più piattaforme, senza chiuderla in una fascia televisiva unica.
Rai Kids, Genovesi e il peso del pubblico 10-14 anni
La direzione del progetto è affidata a Rai Kids, struttura Rai che gestisce l’offerta per bambini e ragazzi. La voce di riferimento è Roberto Genovesi, direttore di Rai Kids e figura legata anche a Cartoons on the Bay, festival Rai dedicato all’animazione crossmediale.
La fascia 10-14 anni è delicata: non è più solo pubblico infantile, ma non coincide ancora con l’utenza adulta delle piattaforme streaming. Per questo V/BE dovrà parlare a chi guarda video brevi, segue creator, usa YouTube e cerca storie seriali più riconoscibili.
In questa cornice, anime, manga e cultura pop giapponese restano un terreno naturale. Molti titoli shōnen, cioè opere d’azione rivolte in origine a un pubblico giovane maschile, funzionano proprio su quella fascia e possono generare conversazioni anche fuori dallo schermo televisivo.
Cosa cambia tra RaiPlay, YouTube e canale lineare
Il modello annunciato mette insieme quattro livelli: social per il lancio, YouTube per contenuti dedicati, RaiPlay per la visione on demand e un canale lineare per approfondimenti e continuità editoriale. La televisione resta presente, ma perde il ruolo di unico punto di accesso.
- Social: clip brevi, lancio dei format e comunicazione diretta con il target.
- YouTube: contenuti originali e materiali extra più adatti alla fruizione digitale.
- RaiPlay: episodi, speciali e recupero dei contenuti dopo la messa online.
- Canale lineare: spazio di riferimento per programmi e approfondimenti.
Per l’animazione giapponese, questo schema apre una possibilità concreta: presentare una serie non solo come palinsesto, ma come percorso. Un anime sportivo, fantasy o slice of life potrebbe essere sostenuto da schede personaggio, interviste al doppiaggio, rubriche culturali e contenuti brevi.
Il nodo per anime e animazione nel servizio pubblico
La domanda ora è editoriale: V/BE Rai Kids ospiterà anche anime riconoscibili dal pubblico italiano? Al momento non c’è un catalogo ufficiale completo, quindi non conviene anticipare titoli non confermati. Il punto certo è che il progetto nasce per rendere più elastica la distribuzione dei contenuti giovani.
La Rai ha già una storia forte con l’animazione per ragazzi attraverso Rai Kids, Rai Gulp e Rai Yoyo. V/BE può aggiornarla, ma dovrà evitare un errore classico: usare i social come semplice vetrina pubblicitaria, invece di costruire contenuti pensati per quei formati.
Se il progetto manterrà la promessa, il 2027 potrebbe segnare un passaggio concreto per la distribuzione di animazione teen in Italia. Per il pubblico di news anime e manga, il dato da seguire sarà il primo palinsesto: lì si capirà se V/BE resterà un nuovo contenitore o diventerà uno spazio reale per serie, doppiaggio e cultura pop.