Devo andare nello spazio è la nuova graphic novel annunciata da BAO Publishing e rappresenta il debutto da autore unico di Riccardo Atzeni. Il volume, previsto per maggio 2026, unisce fantascienza quotidiana, satira sociale e riflessioni sui rapporti familiari in un contesto dove lo spazio è diventato una gigantesca discarica di oggetti e dati digitali.
Di cosa parla Devo andare nello spazio di Riccardo Atzeni

Il protagonista è Mocci, trentenne precario di Cagliari che lavora come recuperatore di oggetti dispersi nello spazio. Nel mondo immaginato da Atzeni, il cosmo è ormai invaso non solo da rifiuti fisici ma anche da tracce digitali: meme, fotografie cancellate e frammenti di dati continuano a galleggiare fuori dall’atmosfera terrestre.
La trama prende una svolta più personale quando il padre di Mocci scompare improvvisamente. Da quel momento il protagonista è costretto a confrontarsi con un rapporto familiare mai davvero risolto. Il fumetto usa la fantascienza come strumento per parlare di lavoro precario, isolamento emotivo e dipendenza tecnologica, temi sempre più presenti nella narrativa contemporanea.
BAO Publishing continua così a espandere il proprio catalogo di opere originali italiane dopo annunci recenti come Ávila e la pubblicazione di Quello che la pioggia non dice, consolidando una linea editoriale che punta su autori emergenti e storie fuori dagli schemi classici del fumetto seriale.
Formato, prezzo e dettagli della graphic novel BAO Publishing
Il volume sarà pubblicato in formato cartonato da 192 pagine a colori, con dimensioni 19 x 26 cm. Il prezzo annunciato è di 23 euro, mentre il codice ISBN ufficiale è 9791256212569.
Riccardo Atzeni, illustratore e animatore nato nel 1981, aveva già collaborato con realtà editoriali italiane come Bompiani e Corriere della Sera. Nel 2021 aveva lavorato a Saetta Rossa insieme a Marco B. Bucci, ma Devo andare nello spazio rappresenta il suo primo progetto completo come sceneggiatore e disegnatore.
L’autore fa inoltre parte del collettivo creativo studioITTE, gruppo sardo attivo tra illustrazione, fumetto e animazione indipendente. Una componente che potrebbe influenzare anche lo stile visivo del libro, apparentemente molto legato alla sperimentazione grafica e alla cultura internet.
Perché la fantascienza sociale sta tornando centrale nel fumetto

Negli ultimi anni il fumetto europeo e italiano ha iniziato a recuperare una fantascienza più intima e legata al quotidiano, lontana dai modelli puramente avventurosi. Devo andare nello spazio sembra inserirsi proprio in questa tendenza, usando il contesto cosmico per parlare di memoria digitale e difficoltà relazionali.
L’idea di uno spazio invaso da dati cancellati richiama anche discussioni reali sui detriti spaziali affrontate da enti come ESA Space Debris Office. Atzeni trasforma quel concetto in una metafora narrativa, creando un universo dove perfino i ricordi abbandonati continuano a orbitare attorno alle persone.