La mia vita a 24 fotogrammi al secondo segna l’esordio nel fumetto autobiografico di Rintarō, storico regista anime giapponese dietro opere come Capitan Harlock e Galaxy Express 999. Il volume arriverà in Italia grazie a BAO Publishing all’interno della collana Aiken.
Rintarō racconta la nascita dell’animazione giapponese
Il nome di Rintarō, pseudonimo di Shigeyuki Hayashi, è legato a oltre sessant’anni di storia dell’animazione giapponese. Nato nel 1941, il regista ha vissuto da bambino gli anni della Seconda guerra mondiale e proprio il cinema, scoperto durante quel periodo difficile, lo ha spinto verso il mondo dell’animazione.
Nel graphic novel autobiografico, Rintarō ripercorre la sua carriera partendo dall’incontro con Osamu Tezuka, creatore di Astro Boy e figura centrale nella nascita dell’anime televisivo moderno. Alla Mushi Production lavorò infatti su serie storiche come Astro Boy e Kimba – Il leone bianco, contribuendo alla crescita dell’industria anime tra anni Sessanta e Settanta.
L’edizione italiana di La mia vita a 24 fotogrammi al secondo sarà composta da 256 pagine in bicromia, formato 22×29 cm e copertina cartonata. Il prezzo annunciato è di 27 euro.
Da Capitan Harlock a Metropolis: la carriera di Rintarō

Rintarō è diventato celebre a livello internazionale grazie a opere come Capitan Harlock e il film animato Galaxy Express 999, due pilastri della fantascienza anime ispirati ai manga di Leiji Matsumoto. Negli anni Ottanta ha inoltre collaborato con Katsuhiro Otomo, autore di Akira, coinvolgendolo nel character design del film Harmagedon.
Il suo stile cinematografico è rimasto influente anche negli anni Duemila grazie a Metropolis, adattamento del manga di Osamu Tezuka sceneggiato proprio da Otomo. Ancora oggi il film viene considerato uno degli esempi più raffinati di contaminazione tra animazione tradizionale e atmosfere cyberpunk.
Il volume si inserisce in una fase molto attiva per BAO Publishing, che negli ultimi mesi ha ampliato il proprio catalogo con opere come i nuovi manga annunciati da BAO Publishing e la pubblicazione di Tokyo Tarareba Girls, manga di Akiko Higashimura.
Perché La mia vita a 24 fotogrammi al secondo conta anche fuori dagli anime

L’aspetto più interessante del progetto è la scelta di raccontarsi attraverso un graphic novel occidentale invece che tramite un manga serializzato tradizionale. Rintarō ha infatti realizzato l’opera inizialmente per il mercato francese, adottando una struttura narrativa più vicina alla bande dessinée europea.
Questo approccio rende il libro accessibile anche a chi non segue abitualmente anime e manga, trasformando la biografia del regista in un racconto sulla nascita dell’intrattenimento giapponese moderno. Resta da capire se altri grandi autori anime della stessa generazione seguiranno la strada autobiografica aperta da Rintarō.